Progetto Spartacus

IL CONTESTO

Durante il periodo di raccolta di arance e mandarini, da novembre ad aprile, nella piana di Gioia Tauro si riversano migliaia di braccianti stranieri disposti a lavorare per pochi euro al giorno. Visti gli scarsi guadagni sono costretti a vivere accampati in baraccopoli piantate sul fango, con teli di plastica e lamiere come unici ripari, senza servizi igienici, senza acqua corrente, senza energia elettrica, illuminati solo da candele e bombole a gas nelle fredde e piovose notti invernali.

Nel 2010 i migranti hanno organizzato diverse manifestazioni nella speranza di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, purtroppo la situazione è presto degenerata e si sono verificati violenti scontri tra braccianti e polizia. Per risolvere la situazione, la Prefettura è intervenuta realizzando una tendopoli che permette a 400 persone di vivere in maniera quasi civile ma sono più di un migliaio coloro che continuano a vivere in situazioni di forte degrado nei pressi della tendopoli.

Sarebbe sbagliato credere che la condizione dei migranti a Rosarno sia solo il frutto della cattiveria umana – dei caporali – o dell’inedia delle istituzioni, è anche e soprattutto il risultato di una filiera dello sfruttamento che parte dalla Grande Distribuzione Organizzata e che permette alle multinazionali di acquistare le arance a 8-10 centesimi al kg. Gli immigrati costituiscono solo l’ultimo anello di una lunga catena di sfruttamento del lavoro e di risorse naturali.

Non si può più stare a guardare, bisogna intervenire costruendo un’alternativa, un’altreconomia. E proprio per questo come Associazione Chico Mendes in partnership con l’Associazione Interculturale International House e Altreconomia abbiamo lanciato il progetto Spartacus.

IL PROGETTO

Abbiamo individuato due strategie di intervento:

  • da una parte bisogna permettere alle imprese locali che assumono regolarmente i migranti (come SOS Rosarno, la coop la Valle del Marro, Goel, ecc.) di poter vendere i propri prodotti a un prezzo equo e sostenibile,
  • dall’altra bisogna costruire una rete nazionale di imprese, eticamente orientate, che possano assumere queste persone. Un’operazione non facile ma su cui vale la pena scommettere perché rappresenta la risposta chiara e concreta alle politiche di persecuzione dei migranti, di emarginazione e criminalizzazione.

PRIMA FASE

A fine febbraio, abbiamo avviato un progetto pilota il cui obiettivo è offrire un’opportunità lavorativa dignitosa a 20 persone scelte tra i braccianti della piana di Gioia Tauro. Puntiamo a inserirle tutte entro i primi sei mesi di progetto per poi monitorare i risultati nell’arco del primo anno di attività.

Innanzitutto, i braccianti – residenti nella tendopoli di San Ferdinando o nelle baraccopoli sorte lì vicino – interessati a far parte di questo progetto sono stati intervistati per conoscere il livello scolastico raggiunto, i lavori che hanno svolto in passato, le loro attitudini e aspirazioni. Queste informazioni ci sono utili per fare un abbinamento efficace tra i singoli ragazzi e le figure professionali richieste dalle aziende.

Intanto, abbiamo cercato – e stiamo cercando – in tutto il territorio nazionale imprese disposte ad assumere uno o più migranti. Dovranno offrire loro un tirocinio di tre mesi, un alloggio e seguirli anche sul piano socio culturale per permettere una reale integrazione nella società. Durante questo periodo formativo daremo all’azienda una sorta di contributo spese pari a 500€ mensili. Se alla fine dei tre mesi sia il ragazzo che l’impresa saranno soddisfatti quest’ultima dovrà offrirgli un contratto di almeno due anni e da parte nostra riceverà un contributo pari a 3.600€.

SECONDA FASE

Dopo aver studiato i risultati e i problemi riscontrati durante il progetto pilota, sarà possibile ampliare il progetto coinvolgendo altri soggetti: migranti, imprese e finanziatori. Crediamo sia possibile inserire 200 persone con queste modalità già dal secondo – terzo anno del progetto. L’ideale sarebbe coinvolgere gli enti locali, soprattutto nei piccoli comuni di montagna e collina particolarmente soggetti allo spopolamento per ridurre lo spreco di risorse naturali e abitative.

COME DONARE

Per il momento è possibile sostenere il progetto donando il 5xmille all’Associazione Chico Mendes (codice fiscale 11034730157) oppure facendo una donazione tramite bonifico con causale “progetto Spartacus” intestato a Associazione Chico Mendes Onlus IBAN IT 56K0501801600000011167210.

I PRIMI INSERIMENTI

Khadim, Cheikh, Ousmane e Diawara al loro arrivo all’azienda agricola Iris di Cremona

Khadim, Cheikh, Ousmane e Diawara si sono conosciuti giocando a calcio a Rosarno e, grazie al progetto Spartacus, ad aprile si sono trasferiti in provincia di Cremona per iniziare un nuovo capitolo delle loro vite. Tutti e quattro vengono dal Senegal, hanno tra i 31 e i 21 anni e sono in Italia da 5 anni – tranne Khadim che è arrivato nel nostro Paese ben 13 anni fa – parlano benissimo l’italiano e sono felici di poter continuare a lavorare in agricoltura: Khadim e Ousmane faranno gli agricoltori presso l’azienda agricola Iris, Cheikh lavorerà come operaio nel pastificio della stessa azienda e Diawara come agricoltore per l’azienda agricola Il Germoglio distante solo pochi chilometri.

Finalmente potranno svolgere il lavoro che gli piace in un contesto sicuro, dove verranno rispettati e trattati in modo equo, saranno seguiti, formati e avranno una vera casa dove vivere in modo dignitoso.

A noi non resta che augurargli buona fortuna e soprattutto BUON LAVORO!

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      Dal 22 al 28 aprile 2019 abbiamo aderito alla campagna internazionale Fashion Revolution, che chiama a raccolta tutti coloro che vogliono creare un futuro etico e sostenibile per la moda, chiedendo maggiore trasparenza lungo tutta la filiera fino al consumatore. Noi di Chico Mendes, insieme ad Altromercato, altraQualità ed Equo garantito, sosteniamo Fashion Revolution e invitiamo tutto … Continua la lettura di NOI SIAMO FASHION REVOLUTION