L’OLIO DI RIACE
Il progetto di solidarietà continua…

Dopo le vicende dello scorso anno che hanno portato Riace al centro dell’attenzione dei media di tutto il mondo, il borgo è rimasto sospeso in un limbo in attesa di trovare la strada giusta per ripartire. Finalmente, grazie soprattutto ai fondi raccolti dalla Fondazione E’ Stato il Vento, alcune delle piccole botteghe locali hanno potuto riaprire e ridare vita a questo esempio di integrazione.
L’emblema di questa ripresa è l’apertura del Frantoio di Comunità grazie all’impegno dell’Associazione Città Futura G.Puglisi, dove riacesi e migranti hanno messo insieme tradizioni e forza lavoro per produrre un olio di qualità che ha il sapore autentico della rinascita.

Il progetto Frantoio di Comunità, supportato dalla Fondazione E’ Stato il Vento per l’avvio della lavorazione, attualmente è autonomo. Una volta terminata la raccolta delle olive, cui hanno lavorato una ventina di persone (riacesi e migranti) assunte con contratti regolari. Il Frantoio ha lavorato bene, l’olio è risultato di ottima qualità ed è già apprezzato in tutta Italia grazie alla commercializzazione in bottiglia dei primi 1000 litri attraverso le botteghe Altro Mercato. La produzione e la vendita dell’olio hanno garantito delle entrate che sono servite a coprire i costi delle persone che ci stanno lavorando. Più in generale, il lavoro dell’olio ha rappresentato una rivitalizzazione del borgo e una prima realizzazione di quello che è l’obiettivo perseguito dalla Fondazione E’ Stato il Vento: aiutare tutta la comunità di Riace verso una sua graduale autonomia.

Noi di Chico Mendes abbiamo aderito con rinnovato entusiasmo al progetto e abbiamo così partecipato alla produzione di circa 1300 bottiglie di olio evo che potrete acquistare presso le seguenti Botteghe (vi consigliamo di telefonare per verificare le quantità disponibili):

MILANO

CINISELLO BALSAMO

BRESCIA

VARESE

ABBIATEGRASSO

ARESE

BOLLATE

BAREGGIO

BUSTO GAROLFO

LAINATE

MAGENTA

 


L’iniziativa “Solidali con Riace” si è chiusa il 17 febbraio 2019 raccogliendo 77.026,98€ attraverso le donazioni dirette e la vendita delle banconote nelle botteghe del commercio equo e solidale.
Abbiamo già provveduto a trasferire 40.000 euro alle organizzazioni locali per ridurre il loro debito verso gli esercenti.
Nei prossimi mesi vorremmo individuare delle attività produttive sostenibili, in sintonia con la nascente Fondazione, che possano entrare nel circuito di distribuzione del commercio equo e solidale per far ripartire lo sviluppo economico di Riace.
Per questo abbiamo investito in una persona di fiducia in Calabria che farà da referente per i prossimi passi.

Vi ringraziamo ancora per aver donato o anche solo per esservi interessati alla vicenda e vi invitiamo a leggere la lettera di Giovanni Paganuzzi, presidente dell’Associazione Chico Mendes, in cui troverete un ulteriore approfondimento sulla situazione di Riace e sulle prospettive future.

Leggi la lettera

Progetto Riace
L’arresto di Mimì Lucano dello scorso ottobre (ora revocato e trasformato in divieto di dimora a Riace) e l’avvio del procedimento amministrativo per la revoca dello SPRAR, ha portato Riace all’attenzione di tutti suscitando scalpore e proponendo il tema dell’immigrazione sotto una luce diversa: non quella della regolamentazione (o del blocco) dei flussi migratori, ma quella dei modelli di accoglienza, cioè di esperienze finalizzate a costruire percorsi d’inserimento degli stranieri nelle comunità locali. Si tratta di esperienze fragilissime, ricche di umanità e simbolo della possibilità concreta di uno sviluppo diverso che, a nostro parere, vanno preservate e aiutate a evolversi e a consolidarsi. Ciò non può prescindere dalla creazione di un contesto di solidarietà più ampio di quello locale e di una rete di economia capace di generare dinamiche di crescita. Noi crediamo che l’esperienza di Riace possa essere lo strumento per scoprire che la solidarietà verso lo straniero, oltre a essere una cosa buona in se stessa, può aiutare la comunità a ritrovare una propria identità e a sperimentare nuove forme di economia e di sviluppo.

I reiterati sbarchi avvenuti alla fine degli anni 90, hanno spinto Mimì Lucano e altre persone a sviluppare un disegno di accoglienza adatto a un territorio tristemente segnato dallo spopolamento e dalla marginalità economica. Così facendo hanno dato il via all’esperienza Riace.
Nel corso di quindici anni il paese vecchio è stato ristrutturato, recuperato e sono stati avviati laboratori di tessitura, ceramica, vetro e confetture, coinvolgendo la comunità locale e creando occupazione. Il successo di questo modello inizia così a suscitare attenzioni in Italia e nel mondo.
Dopo alcuni anni di crescita autonoma, con l’adesione al sistema SPRAR (Sistema nazionale di Protezione per i Richiedenti Asilo e i Rifugiati) i presupposti originari del progetto vengono snaturati. Da un lato i contributi pubblici attenuano la ricerca di una sostenibilità economica autonoma dei percorsi d’integrazione e avviamento al lavoro. E dall’altro le istituzioni pubbliche, in perenne situazione emergenziale, premono fortemente sul sindaco affinché accolga un sempre maggior numero di migranti. Così Riace arriva ad avere fino a 500/600 stranieri, a fronte di una popolazione residente di circa 1800 anime (le linee guida dello SPRAR indicano in 15 il numero di stranieri proporzionato alla popolazione locale per la realizzazione di progetti di protezione).
L’invito pressante del Ministero degli Interni e della Prefettura ad accogliere sul territorio un numero di migranti sproporzionato per le forze del borgo, che pure sembrerebbe un riconoscimento del buon lavoro svolto, non solo impedisce di attuare dei progetti d’integrazione, ma inoltre non è accompagnato da particolare solerzia nell’adempimento dei relativi oneri economici. Infatti, le somme dovute dallo Stato al Comune e alle organizzazioni locali di accoglienza tardano ad arrivare, spesso anche di anni, e creano una situazione di fortissima tensione finanziaria amplificata dal gran numero di presenze.
La situazione di grave difficoltà economica induce le organizzazioni di accoglienza a emettere una moneta locale, l’euro di Riace, una sorta di bonus di spesa con tagli diversi (da 5cent a 1, 2, 10, 20, 50 e 100 euro), che viene consegnata ai migranti sulla base delle somme dovute dalla Prefettura e dal Ministero per le diarie. Gli esercenti locali decidono di accettare la nuova moneta che comincia a circolare come una valuta parallela all’euro.

L’arresto di Lucano e l’avvio del contestuale procedimento amministrativo per la revoca dei contributi statali rompono un equilibrio fragilissimo: i migranti presenti sul territorio restano abbandonati, privi di prospettive e senza alcuna fonte di sostentamento; gli esercenti che detengono la moneta locale in attesa dei fondi pubblici si trovano esposti per decine di migliaia di euro; e i laboratori artigianali vengono chiusi.

“La Chico Mendes ha deciso di intervenire acquistando, nei giorni 31 ottobre e 1 novembre, la moneta locale e avviando una raccolta fondi da ogni parte del mondo per assicurare agli esercenti che hanno dato credito al progetto e hanno fornito prodotti ai migranti, di rientrare in tutto o in gran parte delle somme loro dovute, ripristinando una relazione costruttiva e di fiducia con le organizzazioni che assicurano l’accoglienza.

Per questo abbiamo trasferito i soldi raccolti finora alle seguenti associazioni:

– Associazione Città Futura 9.988,01€

– Protezione Civile 11.200,00€

– Associazione Welcome 5.500,00€

– Associazione Oltre Lampedusa 4.000,00€

Il nostro obiettivo è raccogliere 100.000€ e contiamo sul vostro aiuto per raggiungere questo traguardo e ridare così speranza a Riace.”

Scarica il catalogo per scoprire le 36 banconote di Riace con i volti e le storie dei personaggi che hanno ispirato Mimì Lucano.

Nelle botteghe Chico Mendes Altromercato di Milano, Cinisello, Brescia e online puoi:
– acquistare le singole banconote di Riace
– acquistare il cofanetto con la serie completa delle banconote di Riace
– comprare i libri di Altreconomia con la banconota allegata

Per ogni libro venduto verranno donati 5€ al progetto. I libri scelti sono i seguenti e sono stati selezionati per la loro attinenza al tema: “Lampedusa. Guida per un turismo umano e responsabile”, “Monete locali e moneta globale” e “La globalizzazione dalla culla alla crisi”.

Clicca qui per scaricare il catalogo delle banconote. 

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