Archivi

La moneta di Riace

Scarica il catalogo per scoprire le 36 banconote di Riace con i volti e le storie dei personaggi che hanno ispirato Mimì Lucano.

Nelle botteghe Chico Mendes Altromercato di Milano, Cinisello, Brescia e online puoi:
– acquistare le singole banconote di Riace
– acquistare il cofanetto con la serie completa delle banconote di Riace
– comprare i libri di Altreconomia con la banconota allegata

Per ogni libro venduto verranno donati 5€ al progetto. I libri scelti sono i seguenti e sono stati selezionati per la loro attinenza al tema: “Lampedusa. Guida per un turismo umano e responsabile”, “Monete locali e moneta globale” e “La globalizzazione dalla culla alla crisi”.

Clicca qui per scaricare il catalogo delle banconote. 

Our Project

Chico Mendes has identified two forms of intervention.
First of all, on 31 October and 1 November we purchased the local currency and launched a worldwide fund-raising effort to ensure that the shopkeepers who gave credit to the project and provided the immigrants with products can recover all or most of the amounts due, restoring a constructive relationship of trust with the organizations responsible for receiving immigrants.
Secondly, by setting up and supporting small-scale business initiatives and creating a market suitable for their products through fair-trade circuits, we want to return to the original economic development plan and bring new life to the Riace experience, in view of becoming progressively less dependent on public funding. For this reason we are discussing the priorities and necessary instruments with local organizations.
It will take a few more weeks to define the steps and methods, but we are working on it.

The Problem

Lucano’s arrest and the start of an administrative procedure to revoke state contributions upset an already fragile equilibrium: the immigrants in the area have been abandoned, without prospects and without any source of support; shopkeepers who hold the local currency while waiting for public funds find themselves out of pocket for tens of thousands of euro; artisan workshops have been closed down.

The Context

The repeated immigrant landings in the late 90s led Mimì Lucano and others to develop a plan for the reception of foreigners which was suitable for an area sadly affected by depopulation and economic marginalisation. This is how the Riace experience began.
Over a period of fifteen years the old village was re-built and restored, weaving, pottery, glass and jam-making workshops were set up involving the local community and creating employment. The success of this model began to arouse interest both in Italy and around the world.
After a few years of autonomous growth, by becoming part of the SPRAR system the original project was distorted. On the one hand, public funding helped reduce the need for autonomous economic sustainability for integration and finding work, while on the other, public institutions, in a permanent state of emergency, put pressure on the mayor to accept ever greater numbers of immigrants. So Riace ended up with 500-600 foreigners compared to a resident population of about 1800 (the SPRAR guidelines indicate 15 foreigners in proportion to the local population in order to realise protection projects.)
Pressure from the Ministry of the Interior and the Prefecture to accept a disproportionate number of immigrants with respect to the capabilities of the village might seem a form of recognition for the excellent work carried out. However, not only did this prevent integration projects from being put into effect, it was also not accompanied by any particular alacrity to fulfil its economic responsibilities. In fact, the amounts due from the State to the Comune and local organizations were very late in arriving , often years, leading to a situation of extreme financial strain made even worse by the large numbers of immigrants.
This situation of serious economic difficulty induced reception organizations to issue a form of local currency; the Riace euro, a sort of shopping bonus in different denominations (from 5 cents to 1, 2, 10, 20, 50 and 100 euro), given to immigrants based on the amount owed by the Prefecture and the Ministry for their daily allowance. Local shopkeepers decided to accept the new currency and it began to circulate parallel to the euro.

Why Riace?

The arrest of Mimì Lucano in October (since revoked and transformed into prohibition of residence in Riace) and the start of an administrative procedure for the repeal of SPRAR – System for the Protection of Asylum Seekers and Refugees), brought widespread attention to Riace, creating a considerable stir and proposing immigration under a different light: not one of the regulation (or blockage) of migration, but a model for receiving immigrants, that is, of experiences aimed at building ways of integrating foreigners into local communities.
These are delicate experiences, full of humanity and symbol of the real possibility for a different kind of development which, in our opinion, should be preserved and given the support necessary to evolve and become consolidated. However this depends on the creation of a wider context of solidarity than the local one as well as a network of economy capable of generating growth.
We believe the experience of Riace can be an instrument for discovering that, besides being something positive in itself, solidarity towards foreigners can help the community to rediscover its own identity and new forms of economy and development.

Il nostro progetto

“La Chico Mendes ha deciso di intervenire acquistando, nei giorni 31 ottobre e 1 novembre, la moneta locale e avviando una raccolta fondi da ogni parte del mondo per assicurare agli esercenti che hanno dato credito al progetto e hanno fornito prodotti ai migranti, di rientrare in tutto o in gran parte delle somme loro dovute, ripristinando una relazione costruttiva e di fiducia con le organizzazioni che assicurano l’accoglienza.

Per questo abbiamo trasferito i soldi raccolti finora alle seguenti associazioni:

– Associazione Città Futura 9.988,01€

– Protezione Civile 11.200,00€

– Associazione Welcome 5.500,00€

– Associazione Oltre Lampedusa 4.000,00€

Il nostro obiettivo è raccogliere 100.000€ e contiamo sul vostro aiuto per raggiungere questo traguardo e ridare così speranza a Riace.”

Il problema

L’arresto di Lucano e l’avvio del contestuale procedimento amministrativo per la revoca dei contributi statali rompono un equilibrio fragilissimo: i migranti presenti sul territorio restano abbandonati, privi di prospettive e senza alcuna fonte di sostentamento; gli esercenti che detengono la moneta locale in attesa dei fondi pubblici si trovano esposti per decine di migliaia di euro; e i laboratori artigianali vengono chiusi.

Il contesto

I reiterati sbarchi avvenuti alla fine degli anni 90, hanno spinto Mimì Lucano e altre persone a sviluppare un disegno di accoglienza adatto a un territorio tristemente segnato dallo spopolamento e dalla marginalità economica. Così facendo hanno dato il via all’esperienza Riace.
Nel corso di quindici anni il paese vecchio è stato ristrutturato, recuperato e sono stati avviati laboratori di tessitura, ceramica, vetro e confetture, coinvolgendo la comunità locale e creando occupazione. Il successo di questo modello inizia così a suscitare attenzioni in Italia e nel mondo.
Dopo alcuni anni di crescita autonoma, con l’adesione al sistema SPRAR (Sistema nazionale di Protezione per i Richiedenti Asilo e i Rifugiati) i presupposti originari del progetto vengono snaturati. Da un lato i contributi pubblici attenuano la ricerca di una sostenibilità economica autonoma dei percorsi d’integrazione e avviamento al lavoro. E dall’altro le istituzioni pubbliche, in perenne situazione emergenziale, premono fortemente sul sindaco affinché accolga un sempre maggior numero di migranti. Così Riace arriva ad avere fino a 500/600 stranieri, a fronte di una popolazione residente di circa 1800 anime (le linee guida dello SPRAR indicano in 15 il numero di stranieri proporzionato alla popolazione locale per la realizzazione di progetti di protezione).
L’invito pressante del Ministero degli Interni e della Prefettura ad accogliere sul territorio un numero di migranti sproporzionato per le forze del borgo, che pure sembrerebbe un riconoscimento del buon lavoro svolto, non solo impedisce di attuare dei progetti d’integrazione, ma inoltre non è accompagnato da particolare solerzia nell’adempimento dei relativi oneri economici. Infatti, le somme dovute dallo Stato al Comune e alle organizzazioni locali di accoglienza tardano ad arrivare, spesso anche di anni, e creano una situazione di fortissima tensione finanziaria amplificata dal gran numero di presenze.
La situazione di grave difficoltà economica induce le organizzazioni di accoglienza a emettere una moneta locale, l’euro di Riace, una sorta di bonus di spesa con tagli diversi (da 5cent a 1, 2, 10, 20, 50 e 100 euro), che viene consegnata ai migranti sulla base delle somme dovute dalla Prefettura e dal Ministero per le diarie. Gli esercenti locali decidono di accettare la nuova moneta che comincia a circolare come una valuta parallela all’euro.

Perché Riace

L’arresto di Mimì Lucano dello scorso ottobre (ora revocato e trasformato in divieto di dimora a Riace) e l’avvio del procedimento amministrativo per la revoca dello SPRAR, ha portato Riace all’attenzione di tutti suscitando scalpore e proponendo il tema dell’immigrazione sotto una luce diversa: non quella della regolamentazione (o del blocco) dei flussi migratori, ma quella dei modelli di accoglienza, cioè di esperienze finalizzate a costruire percorsi d’inserimento degli stranieri nelle comunità locali.
Si tratta di esperienze fragilissime, ricche di umanità e simbolo della possibilità concreta di uno sviluppo diverso che, a nostro parere, vanno preservate e aiutate a evolversi e a consolidarsi. Ciò non può prescindere dalla creazione di un contesto di solidarietà più ampio di quello locale e di una rete di economia capace di generare dinamiche di crescita.
Noi crediamo che l’esperienza di Riace possa essere lo strumento per scoprire che la solidarietà verso lo straniero, oltre a essere una cosa buona in se stessa, può aiutare la comunità a ritrovare una propria identità e a sperimentare nuove forme di economia e di sviluppo.

  • News

    • AAA CERCASI CUOCHI A COLORI

      Stiamo cercando 20 candidate e candidati da selezionare per il programma formativo del progetto Cuochi a Colori.Cuochi a Colori offre a donne e uomini immigrati in Italia la possibilità di seguire un programma di qualificazione professionale nell’ambito della preparazione del cibo per poter essere inseriti nel mondo del lavoro.Il programma formativo è diviso in tre fasi: lezioni in aula per ottenere il certificato di HACCP, laboratorio di … Continua la lettura di AAA CERCASI CUOCHI A COLORI

    • REGALISTICA NATALE 2019

      Da noi è già Natale! Un Natale speciale, solidale e di qualità. Offriamo un servizio di eccellenza alle aziende che decidono di investire in regali natalizi di qualità, ad alto valore sociale, a basso impatto ambientale. Alle aziende che scelgono la sostenibilità, la giustizia sociale, il rispetto dei diritti, la trasparenza, la valorizzazione della tradizione … Continua la lettura di REGALISTICA NATALE 2019

    • ADOTTA UN ULIVO NEL PARCO DELLA MAREMMA

      Abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi finalizzata a salvare l’antico uliveto situato nel meraviglioso contesto del Parco Naturale della Maremma, anche conosciuto come Parco dell’Uccellina, in provincia di Grosseto. La proposta è adottare un ulivo per contribuire a salvare un patrimonio naturale inestimabile, costituito da 200 ettari e oltre 30mila piante secolari: ulivi delle … Continua la lettura di ADOTTA UN ULIVO NEL PARCO DELLA MAREMMA