Il contesto

I reiterati sbarchi avvenuti alla fine degli anni 90, hanno spinto Mimì Lucano e altre persone a sviluppare un disegno di accoglienza adatto a un territorio tristemente segnato dallo spopolamento e dalla marginalità economica. Così facendo hanno dato il via all’esperienza Riace.
Nel corso di quindici anni il paese vecchio è stato ristrutturato, recuperato e sono stati avviati laboratori di tessitura, ceramica, vetro e confetture, coinvolgendo la comunità locale e creando occupazione. Il successo di questo modello inizia così a suscitare attenzioni in Italia e nel mondo.
Dopo alcuni anni di crescita autonoma, con l’adesione al sistema SPRAR (Sistema nazionale di Protezione per i Richiedenti Asilo e i Rifugiati) i presupposti originari del progetto vengono snaturati. Da un lato i contributi pubblici attenuano la ricerca di una sostenibilità economica autonoma dei percorsi d’integrazione e avviamento al lavoro. E dall’altro le istituzioni pubbliche, in perenne situazione emergenziale, premono fortemente sul sindaco affinché accolga un sempre maggior numero di migranti. Così Riace arriva ad avere fino a 500/600 stranieri, a fronte di una popolazione residente di circa 1800 anime (le linee guida dello SPRAR indicano in 15 il numero di stranieri proporzionato alla popolazione locale per la realizzazione di progetti di protezione).
L’invito pressante del Ministero degli Interni e della Prefettura ad accogliere sul territorio un numero di migranti sproporzionato per le forze del borgo, che pure sembrerebbe un riconoscimento del buon lavoro svolto, non solo impedisce di attuare dei progetti d’integrazione, ma inoltre non è accompagnato da particolare solerzia nell’adempimento dei relativi oneri economici. Infatti, le somme dovute dallo Stato al Comune e alle organizzazioni locali di accoglienza tardano ad arrivare, spesso anche di anni, e creano una situazione di fortissima tensione finanziaria amplificata dal gran numero di presenze.
La situazione di grave difficoltà economica induce le organizzazioni di accoglienza a emettere una moneta locale, l’euro di Riace, una sorta di bonus di spesa con tagli diversi (da 5cent a 1, 2, 10, 20, 50 e 100 euro), che viene consegnata ai migranti sulla base delle somme dovute dalla Prefettura e dal Ministero per le diarie. Gli esercenti locali decidono di accettare la nuova moneta che comincia a circolare come una valuta parallela all’euro.

  • News

    • TRIO BIO TI REGALA UN BUONO SCONTO DI 5€

      ACQUISTA TRIO BIO E RICEVI UN BUONO SCONTO DI 5€! Acquista Trio Bio: olio del Parco + pomodori pelati in salsa Solidale Italiano + pacco di pasta a scelta Frutti del Sole = un buono sconto dal valore di 5€* per te! Promozione valida dal 17 al 30 gennaio in tutte le botteghe Chico Mendes … Continua la lettura di TRIO BIO TI REGALA UN BUONO SCONTO DI 5€

    • EMOZIONI SOLIDALI: BOMBONIERE, IDEE REGALO, ABITI DA SPOSA E CATERING

      Cerchi un’idea originale e sostenibile per una cerimonia indimenticabile?  Nelle botteghe Chico Mendes Altromercato trovi tantissime proposte per tutte le occasioni importanti, come matrimoni, lauree, battesimi, comunioni, cresime: – BOMBONIERE ARTIGIANALI, originali, del commercio equo e solidale – CONFETTI del commercio equo e solidale – ABITI DA SPOSA linea Orlo del Mondo, disponibile nelle botteghe … Continua la lettura di EMOZIONI SOLIDALI: BOMBONIERE, IDEE REGALO, ABITI DA SPOSA E CATERING

    • RACCOLTA FIRME WELCOMING EUROPE IL 12 GENNAIO

      Sabato 12 gennaio, dalle 16 alle 19, in tutte le botteghe Chico Mendes Altromercato di Milano, Cinisello, Brescia e provincia si raccoglieranno le firme per l’iniziativa Welcoming Europe. Firma anche tu!